METATARSALGIA

METATARSALGIA

I metatarsi o ossa metatarsali formano un complesso anatomico del piede, formato da 5 ossa lunghe che si trovano tra le ossa tarsali e le falangi prossimali di ciascun dito.

Ogni singolo metatarso si distingue in 3 parti:

-Il corpo, che è la sua parte centrale.

-La base, ovvero l’estremità prossimale confinante e in articolazione con un osso del tarso.

-La testa, collegata e articolata con la falange di un dito del piede.

Per metatarsalgia si intende quindi un infiammazione da sovraccarico delle articolazioni metatarse falangee nella parte anteriore del piede. Un carico eccessivo può stressare una delle articolazioni e portare alla formazione di liquido infiammatorio (borsite) alle capsule articolari. Il secondo, terzo e quarto metatarso sono le articolazioni più esposte e l’infiammazione insorge con maggiore facilità quando le parti molli dell’avampiede si assottigliano esponendo l’articolazione al trauma d’impatto.

Nella sua fase iniziale la metatarsalgia può passare inosservata, il sovraccarico può manifestarsi con segni di ipercheratosi, un ispessimento della cute con delle callosità. Quando la situazione tende a peggiorare e vi è una borsite in sede periarticolare, è presente dolore che peggiora durante il cammino con il peso del corpo che grava sull’articolazione interessata e a volte si ha la sensazione del sassolino sotto il piede. In questo caso la calzatura con suola bassa in cuoio è mal sopportata, mentre il fastidio si attenua con suole in gomma di buon spessore. Le teste dei metatarsi formano un arco convesso rispetto al piano d’appoggio. E’ flessibile per attenuare l’impatto e adattarsi all’irregolarità del suolo, e concepiti per una giusta distribuzione di carichi e forze a livello dell’avampiede. Quando ciò non avviene in modo corretto, per motivi morfologici, per presenza di alluce valgo o per stress eccessivo, la struttura convessa dell’arco può andare verso una concavità creando appunto borsiti e infiammazioni piuttosto dolorose. Un esame clinico da parte dello specialista è sufficiente per inquadrare il problema, utile risulta un esame radiografico che mostra la disposizione anatomica del tratto metatarsale, e un’ecografia può rilevare l’entità di una borsite periarticolare. Molto importante risulta un esame podoscopico, podografico e baropodometrico (esami che possono essere eseguiti da un tecnico ortopedico), per visualizzare la distribuzione del carico sull’avampiede ed è molto utile per la progettazione e la costruzione di un plantare su misura atto a migliorare la distribuzione del carico. La realizzazione di un plantare adeguato può risultare il rimedio risolutivo e definitivo al problema. A tale scopo le moderne tecnologie, insieme a materiali tridensità e speciali ricoperture soft, garantiscono i migliori risultati. L’utilizzo di un’ortesi plantare risulta molto utile nell’ambito prevenzione e una corretta distribuzione del carico dell’avampiede significa preservare nel tempo strutture molto delicate. Il plantare, abbinato alla giusta calzatura, collabora all’ottimizzazione dell’appoggio, ed eventuali sostegni scarichi mirati danno sollievo a piedi molto dolenti. Sono costruiti in materiali sintetico termoformabile, da forma di gesso opportunamente corretta dopo rilevamento del grafico e misure del piede. Il tecnico ortopedico provvede all’applicazione dell’ortesi, istruisce all’uso e si occupa dell’assistenza post vendita con i controlli di routine.

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affitto letto ortopedico Macerata

Affitto letto ortopedico Macerata

LETTO ORTOPEDICO: CHE COS’È E QUANDO È NECESSARIO

T&F Ortopedica Sanitaria è specializzata nel servizio di Affitto letto ortopedico Macerata.

Il letto ortopedico è composto da una struttura in legno o metallo con rete dotata di snodi e completo di sponde di contenimento, aste solleva malato e uno speciale materasso che si modella alla forma e ai movimenti del paziente.
Si rende estremamente utile nei casi in cui la persona è immobilizzata a letto e necessita delle cure da parte di famigliari e/o personale sanitario. Può quindi coinvolgere persone con patologie geriatriche o momentaneamente costrette all’immobilità a seguito di intervento chirurgico, infortunio o per particolari patologie.

Grazie al suo sistema di motori, un buon letto ortopedico consente una maggiore libertà di movimento da parte del degente che può ottenere in autonomia la posizione migliore e più comoda ed a seconda del modello del letto può, alzare le gambe, la zona busto e facilitare la salita e la discesa dal letto.

Allo stesso tempo, attraverso i diversi meccanismi di movimentazione elettrica o manuale, il personale di assistenza viene agevolato nelle operazioni ordinarie di cura e igiene del paziente.

Si tratta quindi di un ausilio domiciliare provvisto di tutti gli accessori utili: sponde laterali di contenimento, asta solleva malati e ruote per agevolare gli spostamenti. I letti ortopedici sono inoltre dotati di telecomandi e di pulsanti di sicurezza che, a seconda delle capacità psicofisiche del paziente, possono essere posizionati in prossimità del letto o del personale di assistenza.

Per garantire il corretto utilizzo di questo ausilio, è fondamentale utilizzare appositi materassi antidecubito che possono variare di densità e altezza a seconda del rischio, alto o basso, provocato da iperpressioni o piaghe da decubito. Inoltre sono in grado di accompagnare la forma anatomica della persona, evitando il rischio di scivolamento del degente verso la pediera del letto

QUALE LETTO ORTOPEDICO SCEGLIERE?

Oggi nel mercato troviamo a disposizione innumerevoli proposte di letto ortopedico. Vediamo di seguito quali sono i tre modelli fondamentali.

Letto ortopedico manuale.

Si tratta del modello classico nel quale testiera e pediera vengono manovrate da personale esterno. In questo tipo di letto vi sono due manovelle connesse a due punti di snodo, solitamente posti all’altezza del bacino (per alzare la schiena) e delle ginocchia (per alzare le gambe).

 

 

Letto ortopedico elettrico metallico

Questo modello si differenzia dal primo per la presenza di un motore elettrico che permette al degente, grazie ad un telecomando, di scegliere autonomamente la posizione più consona per la propria comodità. In base alle necessità, possono essere inserite sbarre di contenimento in metallo ad altezza variabile e sostegno solleva malato.

Letto ortopedico elettrico in legno

Si tratta di letti elettrici già completi di tutti gli accessori, con possibilità di rete a doghe, esteticamente molto belli perché si adattano all’arredo di una camera. Oltre ai consueti due punti di snodo per la posizione di schiena e gambe, sono dotati di un ulteriore sistema in grado di muovere la rete, alzandola da terra o abbassandola verso terra favorendo, in questo modo, l’autonomia del paziente nel salire o scendere dal letto.

Questo tipo di modello è inoltre dotato di un programma per l’inclinazione del letto (posizione trendelemburg e anti trendelemburg) in modo che una parte del corpo risulti più in alto, di circa 30 gradi rispetto all’altra, utile in caso di shock o di necessità di spostare il carico del corpo verso il basso.

AFFITTO LETTO ORTOPEDICO MACERATA e ANCONA: TEMPISTICHE E MODALITA’

T&F Ortopedica Sanitaria è specializzata da anni nel servizio Affitto letto ortopedico Macerata.

Capita sovente di chiedersi quando conviene procedere con l’acquisto o il noleggio del letto ortopedico. Ci sono situazioni nelle quali la scelta del noleggio diventa estremamente vantaggiosa e consigliata: infortunio, malattia breve o nel caso in cui il paziente si trovi ad essere in attesa dell’espletamento della pratica per l’erogazione del letto tramite il Servizio Sanitario Nazionale e in tutte quelle situazioni nelle quali si debba ad una mancanza momentanea.

Ovviamente, occorre sottolineare che in caso la situazione si protragga nel tempo, è sicuramente consigliabile procedere all’acquisto del letto ortopedico.

A CHI RIVOLGERSI PER L’ AFFITTO LETTO ORTOPEDICO MACERATA E ANCONA?

In base alle esigenze, la nostra Ortopedica e Sanitaria offre la possibilità di noleggio di letti ortopedici Macerata ed Ancona, garantendo un servizio di pronto intervento ausilio, rapido e puntuale. Il nostro tecnico ausili è a disposizione per fornire una consulenza sul prodotto più idoneo alle esigenze di ogni cliente, occupandosi inoltre della consegna a domicilio, del montaggio, dell’istruzione all’uso e del ritiro al termine del noleggio.

Ci teniamo a sottolineare infine che tutti i nostri ausili, prima di essere rimessi in circolo vengono accuratamente revisionati in tutte le loro parti e sanificati con prodotti specifici (CD90 e STERIXIDINA).

T&F Ortopedica Sanitaria è specializzata nel servizio di Affitto letto ortopedico Macerata.

 

 

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noleggio apparecchi per magnoterapia macerata

Noleggio apparecchi per magnetoterapia Macerata

LA MAGNETOTERAPIA: CHE COSA È E QUANDO È CONSIGLIATA?

T&F Ortopedica Sanitaria è specializzata nel servizio di Noleggio apparecchi per magnetoterapia Macerata.
Quando si parla di magnetoterapia (CEMP, ovvero campi magnetici elettro pulsati) si fa riferimento ad un’applicazione medica non invasiva basata sulle interazioni dei campi magnetici con i tessuti biologici. Questo tipo di terapia è infatti in grado di irrobustire le cellule del tessuto danneggiato, stimolandone la riparazione.

L’azione antiflogistica favorita dalla magnetoterapia attiva infatti la ripolarizzazione della membrana cellulare, attivando ed accelerando il ricambio delle cellule.

L’effetto che ne consegue è l’induzione di una funzione antinfiammatoria, antalgica e antiedemigena attraverso l’utilizzo di un particolare macchinario applicato per un determinato periodo di tempo.

Da anni è universalmente consolidata come terapia estremamente efficace per patologie o situazioni che necessitino di un effetto osteogenetico (di ricostruzione ossea), di un contrasto alla degenerazione della cartilagine, di un’azione rilassante sulla muscolatura liscia e stirata e di un più generale effetto biostimolante sulle cellule.

Tra le condizioni principali trattate vi rientrano:

  • Fratture ossee
  • Osteoporosi
  • Osteonecrosi
  • Borsiti ed infiammazioni tendinee
  • Piccoli traumi muscolo-articolari
  • Artrosi
  • Dolori cervicali, lombalgie e lombosciatalgie
  • Sindrome del tunnel carpale
  • Lesioni alla cartilagine
  • Dolori nevralgici

Noleggio apparecchi per magnetoterapia Macerata è un servizio di T&F Ortopedica Sanitaria.

COME FUNZIONA IL TRATTAMENTO DI MAGNETOTERAPIA?

Occorre innanzitutto precisare che, nonostante questa terapia non presenti particolari effetti collaterali, è estremamente raccomandato l’utilizzo di questo macchinario solo a fronte di un consiglio medico e a seguito di un training professionale effettuato da personale tecnico specializzato.

In base alla condizione del paziente, i campi magnetici impiegati possono essere erogati ad alta frequenza e bassa intensità oppure bassa frequenza ed alta intensità. Viene definita bassa frequenza quando la macchina lavora da 1 a 120Hz ed alta frequenza quando lavora da 8 a 640MHz. La magnetoterapia ad alta frequenza è particolarmente indicata per trattare patologie a carico dei tessuti molli, in quanto riduce edemi ed infiammazioni, migliora la circolazione sanguigna ed ha un’azione antidolorifica ed analgesica.

La magnetoterapia a bassa frequenza viene invece indicata per le patologie a carico dei tessuti ossei, favorendo la calcificazione in caso di fratture o interventi chirurgici. È inoltre un validissimo aiuto in caso di osteoporosi ed è consigliata nella terapia del dolore.

Il macchinario per la magnetoterapia può inoltre essere utilizzato per agire su diverse sezioni del corpo, ad eccezione del viso e di zone delicate come la carotide. Può inoltre essere attivato contemporaneamente per il trattamento di due ginocchia o due piedi o sull’intera colonna vertebrale. In quest’ultimo caso, viene applicata una particolare stuoia magnetizzata in grado di erogare onde elettromagnetiche su tutta la schiena per un notevole lasso di tempo consecutivamente, generalmente durante le ore notturne.

TEMPI DI APPLICAZIONE DELLA MAGNETOTERAPIA

I tempi di applicazione della terapia differiscono a seconda della tipologia di problematica da trattare. Si consideri che a fronte di una frattura ossea o per agire su alcune forme artroreumatiche, le tempistiche variano dai 15 ai 30 giorni di utilizzo per una decina di minuti al giorno, alle 8-10 ore giornaliere per almeno 6 mesi se ci si trova di fronte a problematiche quali pseudoartrosi o osteonecrosi. In quest’ultimo caso la magnetoterapia dovrebbe fungere a scopo preparatorio e prolungato prima che venga effettuato l’intervento chirurgico. Per patologie legate all’osteoporosi sono infine consigliati più trattamenti durante l’anno, limitati nel tempo.

NOLEGGIO APPARECCHI PER MAGNETOTERAPIA MACERATA

Esistono oggi in commercio diverse tipologie di macchinari per la magnetoterapia (CEMP, ovvero campi magnetici elettropulsati) ad uso domiciliare. Come detto in precedenza, a seguito di un consulto medico specializzato, è possibile acquistare o noleggiare questo apparecchio per eseguire la terapia tra le comodità di casa propria.

Il noleggio apparecchi per magnoterapia Macerata permette infatti al paziente di poter effettuare regolari cicli di trattamento durante i quali si possono gradualmente avvertire i benefici della terapia. In base alla problematica da fronteggiare, il personale specializzato della nostra Ortopedica Sanitaria è a disposizione per fornire le istruzioni necessarie all’utilizzo, programmando il macchinario in modo personalizzato, agevolandone l’autogestione in casa.

In base al caso specifico, siamo inoltre a disposizione per offrire condizioni particolari di vendita e noleggio per gli aventi diritto.

I macchinari offerti per la terapia domiciliare, in affitto o in vendita sono classificati come dispositivi medici e sono di conseguenza provvisti di relativo certificato rilasciato dall’ente autorizzato dal Ministero della Sanità e vengono accuratamente revisionati ogni volta che vengono ceduti per essere noleggiati.

Noleggio apparecchi per magnetoterapia Macerata è un servizio di T&F Ortopedica Sanitaria.

 

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CORSETTO/BUSTO ORTOPEDICO SU MISURA

-CORSETTO ORTOPEDICO IN STOFFA ARMATA, DAL PREDISPOSTO AL SU MISURA:

Il corsetto ortopedico è un dispositivo tecnico mirato al sostegno della colonna vertebrale.
Esso consente di ottenere una diminuzione del carico dorso lombare, limita le sollecitazioni da movimenti bruschi e una riduzione delle curve scoliotiche.
La sua struttura, avvolgendo il tronco e il basso ventre, esercita una spinta dal basso verso l’alto riducendo ulteriormente il carico sulla colonna vertebrale.
Questi presidi , che possono essere di serie o costruiti su misura, si distinguono in “alti e con spallacci” per sorreggere la zona dorso lombare, oppure bassi per sostenere la zona lombo sacrale.
Ci sono poi i corsetti dinamici elastici, capaci di adattarsi all’anatomia del paziente assecondando tutti i movimenti e possono essere indossati senza problemi per svolgere i lavori più pesanti.
Oggi nelle sanitarie e ortopedie troviamo in commercio degli ottimi prodotti, distribuiti da aziende leader nel settore che grazie ai loro investimenti nella ricerca ,ottengono sempre più prodotti altamente qualitativi e tecnologici, curati nei tessuti e con ottima vestibilità.
È comunque compito del tecnico ortopedico, tenendo conto della prescrizione medica, scegliere il giusto modello, provarlo e adattarlo al corpo del paziente.

-CORSETTO SU “MISURA” QUANDO ADOTTARLO:

Si passa al corsetto su misura quando ci sono alterazioni della struttura morfologica del paziente che impedisce l’uso del busto standard.
Il corsetto su misura è ancora usato da quella categoria di persone che sono abituate da anni a indossare questo tipo di ausilio e non accetta o non si fida del busto commerciale.

-“LA BUSTAIA” FIGURA PROFESSIONALE SEMPRE PIU’ RARA:

Ecco quindi che per alcuni pazienti con corporatura non standard (esempio la persona obesa con ventre prominente o la persona magrissima e cifotica) è ancora fondamentale il corsetto su misura, creato a partire dalle misure del paziente da una figura professionale sempre più rara ma che può fare la differenza: la BUSTAIA

 

 

 

 

 

 

 

-REALIZZAZIONE DI UN BUSTO SU MISURA:

 

  

Accettazione del cliente: in collaborazione col tecnico ortopedico si controlla la prescrizione medica, si valuta il tipo di busto occorrente tenendo conto anche della morfologia del paziente e dell’eventuale ausilio in uso. Si compila la scheda progetto con le caratteristiche tecniche più importanti:

La scelta del tessuto e del colore, le eventuali parti in elastico, il tipo di allacciatura più idonea alla condizione della paziente (la classica allacciatura a ganci e lacci è sempre più spesso sostituita da fasce in velcro per una più facile gestione) e alla stuccatura necessaria. Si passa poi alla realizzazione vera e propria: lo sviluppo della taglia, il cartamodello e il taglio, la difficoltà del lavoro si incontra quando non siamo di fronte a un taglio standard ma asimmetrico come nel caso di un paziente con molto gibbo. Si passa poi alla prova sul paziente, a volte ne sono necessarie diverse, si fanno tutte le modifiche e si passa alla finitura. Per la difficoltà del lavoro e il tempo impiegato, il costo del busto può risultare un po’ più alto rispetto a un prodotto commerciale.

Alla consegna segue anche l’assistenza post vendita con controlli trimestrali, valutando di volta in volta la necessità di ricorrere a ritocchi.
La figura professionale di bustaia è molto importante per un’azienda tecnico Ortopedica, usata per la lavorazione su misura, ma spessissimo impiegata anche nelle riparazioni o nell’adattamento di un busto costruito di serie, permettendo di fornire ai clienti maggiore accuratezza nel servizio e attenzione ai prodotti venduti.

 

TECNICO DI LABORATORIO E BUSTAIA
SANDRA PARIS

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TEST BAROPODOMETRICO-ESAME DELLA POSTURA E DEI PIEDI

L’esame baropodometrico (analisi computerizzata del piede) è un test non invasivo che permette la valutazione dell’appoggio plantare e consente di effettuare rilevazioni di tipo statico, dinamico e stabilometrico. Una speciale pedana composta da migliaia di sensori, collegata a un software, fornisce informazioni sulle pressioni di appoggio del piede con il terreno, la stabilità del corpo e la distribuzione delle masse sulla pianta del piede.

L’utilizzo di speciali telecamere di ultima tecnologia consente di avere un quadro della situazione posturale e la stabilità. Grazie al nostro podoscanner 3D (strumento optoelettronico ad alta definizione) siamo in grado di rilevare l’immagine in 3 dimensioni della fisiologia del piede e con precisione millimetrica. Consente di acquisire immagini del piede in posizione di fuori carico, semi carico e sotto carico.

Esame baropodometrico, quando consigliarlo

Indicato nei seguenti casi:

-Piede pediatrico, piattismo, varismo, valgismo.

Nell’adulto con problemi di sovraccarico:

Metatarsalgie, talloniti e fasciti plantari

-Nei soggetti diabetici vasculopatici e neuropatici

-Negli sportivi con disturbi di sovraccarico

-Per tutte le persone con problemi di deambulazione o di deformazione da alluce valgo e dita a martello.

Non indicato a bambini con età inferiore a 4 anni.

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LA MAGNETOTERAPIA

La magnetoterapia è una forma di fisioterapia che, utilizzando l’interazione dei campi magnetici con l’organismo, stimola la rigenerazione dei tessuti e l’osteogenesi, promuovendo cosi un accelerazione di tutti i fenomeni riparatori con netta azione rigenerante, antinfiammatoria ed antidemigena (impedisce la formazione di edemi).

L’azione antiflogistica (antinfiammatoria) svolta dalla magnetoterapia attiva il processo di ripolarizzazione delle membrane cellulari, allo scopo di ricaricare e rigenerare le cellule prive di energia vitale.

La magnetoterapia rappresenta da decenni una terapia consolidale e dall’efficacia universalmente riconosciuta.

Effetti più importanti del trattamento con magnetoterapia:

-Effetto osteogenetico (ricostruzione ossea)

-Contrasto alla degenerazione della cartilagine

-Effetto rilassante sulla muscolatura liscia e stirata

-Effetto antalgico

-Un generale effetto biostimolante sulle cellule

-Si consiglia l’utilizzo della magnetoterapia sempre e soltanto sotto stretto controllo medico.

I macchinari che noi utilizziamo per terapia domiciliare in affitto oppure in vendita sono classificati “dispositivi medici” con relativo certificato rilasciato dall’ente autorizzato dal ministero della salute.

-Osteomat: un accessorio importante

-Materassino per trattamenti magnetoterapia a bassa frequenza nato dall’esigenza di trattare contemporaneamente più parti del corpo per tempi prolungati, molto indicato nell’osteoporosi dove è necessario intervenire nell’architettura scheletrica nel suo complesso e in maniera sistemica sull’intero organismo.

-Trattamenti notturni

-Trattamenti lunga durata

-Trattamenti total body

 

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KINETEK e ARTROMOT

Dopo un intervento chirurgico al legamento crociato, oppure un impianto di protesi al ginocchio è necessario riportare alla normalità le funzioni delle articolazioni.

La ripresa è molto rapida e al lavoro del fisioterapista viene abbinata la terapia con un dispositivo di mobilità passiva come il Kinetek.

Il Kinetek consente la mobilizzazione graduale dell’arto, senza contrazione muscolare, attraverso movimenti semplici ma fondamentali per favorire il drenaggio di liquidi e prevenire edemi e irrigidimenti che nel tempio possono causare lesioni.

Può essere regolato in base alle necessità del paziente modificando estensione, flessibilità e velocità di trazione.

Il Kinetec è un apparecchio motorizzato che deve essere utilizzato sotto consiglio e prescrizione medica.

Dopo aver valutato le condizioni di salute del paziente e delle sue articolazioni è compito del tecnico ortopedico specializzato la dimostrazione dell’utilizzo dell’apparecchiatura.

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PIGIAMI SANITARI CON CERNIERA

Questi pigiami sanitari con cerniera sono studiati per andare incontro alle esigenze del paziente e nello stesso tempo offrire un valido ausilio ai familiari e al personale sanitario che assistono l’anziano non autosufficiente. Realizzati per essere utilizzati da persone anziane non autosufficienti, lungodegenti o affetti da demenza senile (Alzheimer-Arteriosclerosi) o disturbi mentali. Sono realizzati in fresco cotone ideale per tutte le stagioni, disponibili nei modelli per uomo e donna nelle seguenti versioni:

-CLASSICO CON CERNIERA POSTERIORE=E’ facile da indossare ed impedisce al paziente di togliersi o strapparsi il pigiama o il pannolone.

-MODELLO DOPPIA CERNIERA=Modello che oltre alla cerniera posteriore, è dotato di una seconda cerniera che va da caviglia a caviglia e che permette l’apertura completa del cavallo fornendo il cambio del pannolone, disponibili in diversi colori e fantasie.

 

 

 

 

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TUTORI ELASTOCOMPRESSIVI

 

-I presidi elastocompressivi sono presidi utilizzati per curare e prevenire patologie linfatiche e venose, presentando nei differenti casi gradazioni di pressione diverse.

-Le calze elastiche preventive a compressione graduata sono indicate per chi presenta problemi di microcircolazione e con capillari fragili e sviluppano una benefica azione elastocompressiva decrescente e massaggiante che migliora la circolazione venosa assicurando alla gamba protezione e benessere molto utile per combattere l’affaticamento di quest’ ultima.

-Le calze elastiche terapeutiche sono caratterizzate da una maggiore pressione esercitata sull’arto, e sono da considerarsi alla stregua di qualsiasi altro dispositivo medico e vendute dietro prescrizione specialistica.

Esse rappresentano un presidio fondamentale nel trattamento del I.V.C. :

Insufficienza venosa cronica degli arti inferiori, con funzione compressiva decrescente dal basso verso l’alto, accelerando e migliorando il deflusso del sangue dalle periferie verso il cuore con effetti benefici sul complesso sistema vascolare e sulla deambulazione.

-Sono molto più costose e difficili da gestire, quindi diventa molto importante il rapporto con il cliente.

Compito del tecnico ortopedico una volta stabilito (in base alla prescrizione medica) il tipo di calza e il segmento da trattare, fornire il presidio al cliente, spiegando come indossarlo e facendo una prova direttamente con lo stesso per verificarne il corretto uso.

Nella scelta della calza è necessaria un’attenta analisi del paziente nel decidere non solo la giusta compressione, ma anche la tipologia del tutore adeguato alla morfologia del soggetto:

La calza elastica va indossata con attenzione e in maniera corretta, altrimenti si rischia che non svolga efficacemente la sua funzione e potrebbe addirittura provocare danni qualora si arrotoli intorno alla gamba, creando effetto laccio emostatico (e problemi di circolo).

Tutori elastocompressivi per linfoedema

 

 

Il tutore elastocompressivo specifico per le patologie linfatiche (Linfoedema), si confeziona esclusivamente su misura a causa del maggior disformismo degli arti con linfoedema rispetto a quelli per patologie vascolari.

Di basilare importanza la rilevazione delle misure che devono essere effettuate con tecniche e in momenti ben precisi da personale qualificato.

Il tutore nel linfoedema non ha funzione di ridurre l’edema ma di mantenere i risultati ottenuti con il linfodrenaggio, assicurando che non si perdano gli effetti benefici della terapia.

La differenza fondamentale  tra tutori elastocompressivi per terapie linfatiche e quelli per terapie venose sta principalmente nella trama del tessuto:

  • La trama a tessuto rotonda è usata per l’insufficienza venosa, adeguando il tutore all’arto utilizzando l’ampia gamma di taglie disponibili sul mercato.

Nel linfoedema l’arto è molto gonfio quindi è necessario optare per un differente tipo di trama:

Piatta, tridimensionale e a celle, che si muove insieme con il movimento della muscolatura e non entra nella cute evitando l’effetto laccio emostatico.

Il personale qualificato, presso la nostra struttura, è a disposizione della clientela per assicurare un corretto utilizzo degli articoli sopra elencati.

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IL PIEDE DIABETICO: il ruolo del Tecnico Ortopedico

Il piede diabetico è un complesso quadro patologico, sicuramente il più difficile da gestire all’interno della malattia diabetica, caratterizzato dalla presenza di ulcerazioni alle estremità distali degli arti inferiori, con rischio di infezioni e micosi, con associazione di neuropatia e arteriopatia periferica. Una situazione che se non trattata correttamente e tempestivamente può portare la persona ad essere ospedalizzata con alto rischio di amputazione a breve termine.

Accanto al ruolo essenziale del diabetologo e del podologo, non secondario è quello del tecnico ortopedico che, con la costruzione di ortesi plantari e di calzature idonee, prosegue la prevenzione e la cura messa in atto dal medico.

 

 

Al T.O. possono presentarsi:

-soggetti a basso rischio, dove non si riscontrano ancora deficit sensitivi e patologie vascolari, da trattare con una buona calzatura e plantare idoneo per compensare e proteggere il piede nelle fasi di carico e appoggio nel ciclo del passo.

-soggetti a medio rischio con presenza di iperpressioni cheratosiche già evidenti (metatarsalgie, talalgie, fasciti, piede piatto/cavo/valgo/varo) con deficit della sensibilità; si consiglierà una calzatura quasi sempre di tipo predisposto, con plantare personalizzato per una precisa distribuzione dei carichi.

-soggetti ad alto rischio: presenza di cheratosi e ulcere in varie zone, possono essere presenti anche a livello malleolare, talare dorsale e plantare, da trattare quindi con calzature su misura, con plantare personalizzato e confezionato tramite appositi calchi.

-soggetto ad altissimo rischio, diabetico da molti anni, con pericolo di amputazione. In questo caso, dove possibile, si dovranno costruire delle calzature che contengano il piede realizzando, dove necessario, anche delle aperture di scarico per le ulcerazioni o per le parti soggette a gangrena, plantari a cuscinetto, i quali scaricheranno il piede il più possibile.

A causa della sua fragilità, il piede del paziente diabetico può andare incontro a seri problemi se contenuto in una calzatura NON idonea: scarsa lunghezza della scarpa, pianta e punta strette, materiali e fondi non opportuni, dima interna non adeguata a contenere il perimetro del piede contribuiscono se non addirittura sono la causa, di formazioni ulcerose, cheratosi dei talloni e della IV testa metatarsale, delle dita e delle zone malleolari.

 

 

 

Siamo di fronte quindi a una patologia seria che, nei casi più gravi oltre al danno fisico, pone il soggetto malato in uno stato di stress e preoccupazione e il tecnico ortopedico dovrà porre il massimo impegno a un approccio cortese e disponibile al fine di avere la massima collaborazione da parte dello stesso.

È importante informare il paziente sulla scelta di calzature idonee e sul loro corretto utilizzo, sul come tenere sotto controllo lo stato dei propri piedi, ponendo attenzione alla loro corretta igiene e cura. Bisogna, quindi, nel modo migliore il lavoro che figure professionali quali: diabetologo, podologo e massofisioterapista stanno portando avanti.

L’indagine del Tecnico Ortopedico non pretende in maniera assoluta di essere una valutazione di tipo diagnostico, ma insieme alla prescrizione medica, alla quale deve attenersi in maniera scrupolosa, sarà importante per poter realizzare un plantare o una calzatura su misura, in modo che il paziente ne possa trarre il massimo beneficio. Quando si prendono le misure per confezionare plantari e calzature su misura è importante annotare quante più notizie possibili del paziente, tenendo conto della legge 42/93 che è parte integrante del sistema di qualità aziendale.

 

ANAMNESI DEL PAZIENTE

-da quanti anni è apparso il diabete mellito e i problemi legati ad esso

-Valutazione dello stato dei piedi: presenza di speroni-callosità-ulcerazioni o decubiti-massima attenzione alla zona dorso plantare dove si manifestano problemi legati a calzature non idonee, valutare la zona istmo, l’arco longitudinale mediale e laterale e la parte metatarsale soggetta alle problematiche più gravi che interessano il piede, verifica della mobilità e la rigidità dei raggi metatarsali, eventuali iperpressioni a carico degli stessi, la presenza di griffe, unghie incarnite e micosi.

 

PLANTARI E CALZATURE SU MISURA

Rilevamento misure – scelta dei materiali – tecniche di costruzione – e applicazione sul paziente

Nella fase di rilevamento delle misure si utilizza, quando possibile, una pedana baropodometrica per la valutazione dell’appoggio plantare sia in fase statica che dinamica, così da evidenziare le pressioni nelle zone di carico retro e avampodaliche ed eventuali disassamenti. Questo dispositivo può essere coadiuvato da speciali telecamere, le quali consentono la valutazione della postura del piede e del ginocchio.

 

 

Successivamente si passa poi al laser scanner 3D: strumento ad alta definizione che consente di ottenere un’immagine tridimensionale del piede in posizione di, sotto carico, medio carico e fuori carico. Il fine è quello di progettare un’ortesi plantare personalizzata realmente corrispondente alle necessità del paziente.

 

 

 

 

Alla metodologia tecnologicamente avanzata della baropodometria computerizzata, vengono abbinati i sistemi classici di rilevazione, sia su carta podostatica che su schiuma fenolica che, con speciali resine, ci consentono di ottenere un calco perfetto. Sul quale vengono termoformati materiali a circa 100/130 gradi, ponendo tutto in una speciale vaschetta sottovuoto (vacum), ottenendo lo stampaggio del plantare.

 

 

 

 

 

Le aziende fornitrici ci mettono a disposizione molti tipi di materiali, ipoallergenici, traspiranti e lavabili, con diversi gradi di depressibilità per ogni esigenza e patologia.

Nel caso del piede diabetico andremo a utilizzare una struttura a 3 strati. Il primo e/o il secondo servono come base per l’appoggio del piede, morbidi, depressibili e lisci. D’altro canto, il secondo a sé è più rigido, funge da sostegno per creare delle zone di tenuta. Il terzo, l’ultimo fa da base e struttura dell’ortesi.

Ad opera del T.O. la finitura con macchine fresatrici, la creazione di scarichi mirati, l’adattamento alla calzatura, i controlli periodici e il rilascio della certificazione sulle modalità di utilizzo, pulizia e controindicazioni. (legge 42/93 sui dispositivi medici su misura)

 

 

 

 

Le calzature: i criteri nel piede diabetico

Per la prevenzione primaria e secondaria, delle ulcere del piede diabetico, l’intervento terapeutico più utilizzato consiste nella prescrizione di speciali calzature che hanno lo scopo di ridurre l’iperpressione plantare, prevenire o limitare la formazione di calli o ulcere e protezione da traumi esterni.

-Nella prevenzione primaria particolare attenzione va alla tomaia: morbida, avampiede ampio, termoformabile con assenza di cuciture e suola in materiale antiscivolo, abbinata a un plantare che aumenti la superficie di contatto del piede con il plantare stesso.

-Prevenzione secondaria: in questa fase (alto deficit sensitivo) siamo di fronte molto spesso a un piede con deformità ossee articolari con pregresse ulcere plantari e a rischio amputazione. In questo caso si andrà a realizzare un plantare su misura finalizzato a ridurre i picchi di pressione con scarichi mirati, abbinato a una calzatura con tomaia morbida, ampia, termo modellabile con suola rigida per ridurre la tensione sulle articolazioni metatarsofalangee e aumentare la superficie di contatto del piede con il terreno durante l’ultima fase di appoggio. Particolare attenzione alla suola, in modo che il punto di inizio della propulsione del passo sia posto immediatamente prima delle teste metatarsali e si formi un ampio angolo tra la suola e il terreno.

T.O. Fermani Cristiano

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